Avv. Marco Bua
13 Oct
13Oct

«Avvocato, da qualche mese sospetto che mio marito mi tradisca. Posso controllare il suo telefono?»

È una domanda molto frequente nelle crisi di coppia, soprattutto quando nascono sospetti di infedeltà. La risposta, però, non è semplicemente “siamo marito e moglie, quindi possiamo controllare tutto” oppure “non posso mai farlo”.

Il matrimonio non fa venir meno il diritto alla riservatezza. Essere coniugi non significa avere automaticamente libero accesso al telefono, alle conversazioni WhatsApp, alla posta elettronica o alla corrispondenza dell'altro.

Anzi, e-mail, messaggi WhatsApp e SMS possono rientrare nella tutela costituzionale della segretezza della corrispondenza. La Corte di Cassazione ha recentemente ribadito che i messaggi conservati nella memoria di un dispositivo elettronico possono mantenere la natura di corrispondenza anche dopo essere stati ricevuti.

Se conosco la password del mio coniuge, posso entrare nel suo account?

Non necessariamente.Questo è uno degli equivoci più comuni.Il fatto che il coniuge conosca una password, perché gli è stata comunicata dal partner, non significa automaticamente che abbia un'autorizzazione generale e illimitata ad accedere a qualsiasi contenuto.

Bisogna infatti considerare perché quella password è stata comunicata, in quale contesto e quali erano effettivamente i limiti dell'autorizzazione.

Facciamo un esempio. Se mio marito mi comunica la password del suo computer perché devo recuperare un documento di lavoro, questo non significa necessariamente che mi abbia autorizzato a leggere le sue conversazioni private, accedere alla sua posta elettronica o consultare il suo account WhatsApp.

La disponibilità materiale della password e l'autorizzazione ad accedere a determinati contenuti sono, infatti, due questioni differenti.

La stessa giurisprudenza penale ha chiarito che anche un accesso inizialmente consentito può diventare illegittimo quando vengono superati i limiti dell'autorizzazione ricevuta o vengono compiute operazioni diverse da quelle per le quali l'accesso era stato consentito.

Posso controllare il telefono se mio marito lo lascia incustodito?

Anche in questo caso, bisogna fare attenzione.Il fatto che il telefono sia materialmente a disposizione o che sia già sbloccato non equivale necessariamente a un'autorizzazione a leggere tutte le comunicazioni contenute al suo interno.

Il punto non è soltanto chiedersi: “Posso tecnicamente accedere al telefono?”. Bisogna chiedersi: “Sono autorizzato a consultare proprio quelle comunicazioni?”

La differenza è fondamentale.WhatsApp, e-mail e altre forme di messaggistica tutelano comunicazioni rivolte a destinatari determinati e, in linea generale, rientrano nella sfera di protezione della segretezza delle comunicazioni prevista dall'art. 15 della Costituzione. 

E se trovo una conversazione che dimostra il tradimento?

Qui la questione diventa ancora più delicata.

Supponiamo che il coniuge trovi sul telefono dell'altro una conversazione inequivocabile con una persona con cui viene intrattenuta una relazione extraconiugale.

Non bisogna confondere il contenuto della comunicazione con le modalità attraverso cui quel contenuto è stato acquisito.

Una cosa è, ad esempio, essere destinatari di una conversazione o ricevere legittimamente un documento.

Un'altra cosa è accedere senza autorizzazione all'account o al dispositivo dell'altra persona, aggirare una password, utilizzare credenziali senza consenso oppure procurarsi comunicazioni private alle quali non si aveva diritto di accedere.

In quest'ultimo caso possono emergere profili di responsabilità anche penale, oltre alle questioni relative alla privacy e all'utilizzabilità processuale della prova. Il codice penale contempla, tra l'altro, il delitto di accesso abusivo a un sistema informatico o telematico e specifiche fattispecie poste a tutela della segretezza delle comunicazioni.

Le chat WhatsApp possono essere utilizzate in una causa di separazione?

La risposta non può essere semplicemente “sì” o “no”.

È necessario valutare come sono state ottenute, da chi, in quale contesto e con quali modalità vengono prodotte in giudizio.

Questo aspetto è particolarmente importante perché la giurisprudenza ha riconosciuto una tutela particolarmente forte alle comunicazioni elettroniche.

La Corte di Cassazione ha affermato, ad esempio, che i messaggi WhatsApp, gli SMS e le e-mail conservati nella memoria di un dispositivo possono conservare natura di “corrispondenza” e che la loro acquisizione deve rispettare le garanzie previste dall'ordinamento. 

Questo significa che non è corretto pensare che una prova diventi automaticamente utilizzabile soltanto perché è stata trovata sul telefono del coniuge. La valutazione deve essere effettuata caso per caso.

Posso utilizzare le conversazioni per dimostrare un tradimento?

Anche qui è fondamentale distinguere due piani.Il primo riguarda l'esistenza del tradimento. Il secondo riguarda la legittimità delle modalità con cui si è acquisita la prova. Nel giudizio di separazione, inoltre, non è sufficiente necessariamente dimostrare che il coniuge abbia avuto una relazione extraconiugale: se si chiede l'addebito della separazione, occorre dimostrare anche il rapporto causale tra la violazione dei doveri matrimoniali e la crisi coniugale.

Quindi, prima di raccogliere o produrre qualsiasi contenuto, è opportuno valutare con un professionista se quella prova sia stata acquisita legittimamente e quale effettivo valore possa avere nel procedimento.

E registrare una conversazione è la stessa cosa che leggere il telefono dell'altro?

No.Sono situazioni giuridicamente differenti.

La registrazione di una conversazione alla quale si partecipa direttamente segue regole diverse rispetto all'accesso alle comunicazioni private di un'altra persona.Per questo non è corretto fare un unico discorso per “registrazioni, WhatsApp, e-mail, SMS e telefono”: modalità di acquisizione, natura della comunicazione e circostanze concrete possono cambiare completamente la valutazione giuridica.

Cosa rischio se controllo abusivamente il telefono del mio coniuge?

Dipende da ciò che viene fatto concretamente.

Un accesso non autorizzato a un sistema informatico o telematico può, in determinate circostanze, integrare il reato previsto dall'art. 615-ter c.p.; inoltre, possono venire in rilievo le norme poste a tutela della segretezza delle comunicazioni.

Non significa, naturalmente, che ogni controllo del telefono del coniuge costituisca automaticamente un reato.

La responsabilità deve essere valutata sulla base delle concrete modalità dell'accesso, dell'eventuale autorizzazione, dei limiti di quest'ultima e della natura dei dati consultati. Proprio per questo è rischioso applicare regole generiche a situazioni molto diverse tra loro.

Quindi, se sospetto un tradimento, cosa posso fare?

La cosa più importante è non trasformare il sospetto in un comportamento che potrebbe creare un problema giuridico ulteriore.

Se si sospetta un tradimento e si sta valutando una separazione con eventuale richiesta di addebito, è preferibile raccogliere le informazioni attraverso modalità lecite e sottoporre preventivamente la situazione a un avvocato.

In particolare, prima di accedere al telefono, alla posta elettronica o agli account del coniuge, è opportuno chiedersi: ho realmente l'autorizzazione ad accedere a quei contenuti?

E soprattutto:la modalità con cui sto acquisendo questa informazione potrebbe essere contestata successivamente?

Sono domande molto più importanti del semplice fatto di conoscere la password.

In conclusione: essere sposati non significa rinunciare alla privacy

Il rapporto coniugale comporta diritti e doveri reciproci, ma non elimina il diritto alla riservatezza e alla segretezza delle comunicazioni.

Per questo, davanti al sospetto di un tradimento, la tentazione di prendere il telefono del partner e leggere WhatsApp, e-mail o messaggi può essere forte, ma non sempre è la scelta giuridicamente più sicura.

E soprattutto, una cosa è scoprire un tradimento, un'altra è dimostrarlo in modo legittimo e poter utilizzare quella prova in giudizio.

Quando sono in gioco separazione, addebito e possibili conseguenze patrimoniali, il modo in cui una prova viene acquisita può essere importante tanto quanto il suo contenuto.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente divulgative e non costituiscono consulenza legale. Ogni situazione deve essere valutata sulla base delle circostanze concrete e delle modalità con cui sono state acquisite le informazioni.


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